Clinici e anatomo-patologi alleati contro il linfoma

Dal 7 al 9 marzo 2013, presso la facoltà di Medicina dell’Università di Modena,  si è svolto il primo tutorial della Fondazione Italiana Linfomi (FIL). Attraverso la presentazione di casi clinici di medici di diversi centri italiani si sono affrontate le novità e i principali temi in discussione nel panorama scientifico mondiale nell’ambito della diagnosi e cura delle patologie linfoproliferative.

È il primo corso all’interno della FIL che prevede un percorso condiviso tra clinici ed anatomo-patologi.
Punto di forza di questa esperienza è stata la collaborazione tra la clinica e la diagnostica di laboratorio, perché ha reso evidente il metodo che in tante istituzioni è utilizzato per porre la diagnosi più precisa delle patologie linfoproliferative così da instaurare la cura più adeguata: il dialogo tra clinica, morfologia e le più avanzate tecniche di biologia molecolare, è anche il metodo con cui si procede la ricerca scientifica.
Il primo modo per trovare nuove strade nella cura delle patologie linfoproliferative, infatti, è osservarne con la massima precisione la clinica, l’aspetto cellulare e istologico, l’espressione di determinate molecole, così da accorgersi della variabilità dell’andamento clinico, identificare fattori prognostici negativi e positivi e descriverne la patogenesi fino al livello molecolare.
Alla luce dell’identificazione di pattern cellulari alterati in determinate patologie, o di fattori coinvolti nella cancerogenesi, vengono utilizzati per la cura farmaci di ultima generazione o meno recenti, che interagiscono con il tassello alterato in quella patologia, così da dare una nuova opzione terapeutica ai pazienti affetti da linfoma.

Elisa Zucchetti
medico  specializzando ematologo 

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