A cosa serve la biologia molecolare nella diagnostica dei tumori ematologici

La ricerca genetica sui tumori, ed in particolare su quelli ematologici, è uno dei campi in cui, negli ultimi anni, si sono fatti moltissimi passi avanti. Anche a Niguarda, grazie al sostegno dell’AMS, è presente un’équipe di ematologi e biologi che con impegno e passione danno il proprio contributo per rendere i tumori del sangue sempre più curabili e guaribili. La possibilità di reperire facilmente il tessuto patologico, il sangue periferico o midollare, permette ai nostri medici e biologi di osservare direttamente la cellula malata, e di portare avanti progetti di ricerca fondamentali per il contesto scientifico di riferimento.

Sono diverse le branche della biologia che si occupano di identificare il tipo specifico di malattia ematologica, e sia la genetica sia la biologia molecolare svolgono un ruolo cruciale. Alla base della trasformazione di una cellula sana in cellula tumorale ci sono una o più alterazioni del DNA e lo studio di queste alterazioni rappresenta un’importante possibilità di comprendere la malattia. La genetica e la biologia molecolare infatti sono utili non solo per capire contro cosa si debba combattere, ma anche durante tutte le fasi della guerra alla malattia, poiché sono in grado di aiutare il medico a fare diagnosi e a monitorarne l’evoluzione. In ospedale particolare rilevanza diagnostica è affidata ad alcune tecniche di biologia molecolare e alla citogenetica che studiano il DNA da due punti di vista diversi sebbene complementari. La citogenetica fotografa i cromosomi e le “grandi” anomalie; la biologia molecolare invece studia il DNA ad un livello più “piccolo” poiché studia la sequenza precisa del codice genetico. Un ulteriore filone di ricerca genetica, completamente sostenuto da AMS, riguarda l’approfondimento dei comportamenti anomali di alcuni geni, che si manifestano in relazione a specifiche malattie ematologiche.
Grazie alle numerose scoperte fatte, gli sforzi di ricercatori, biologi e medici sono ripagati dall’approfondimento delle conoscenze su queste malattie, e dalla possibilità di sviluppare e affinare tecnologie e metodi di cura innovativi.

 

Milena Lodola
biologo genetista

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