CAR-T Cell, l’avamposto della terapia immunitaria

Un aggiornamento sul progetto CAR-T a Niguarda

Le cellule CAR-T si inseriscono all’interno della terapia immunitaria contro i tumori.

Normalmente il nostro sistema immunitario ci difende da tutto ciò che è diverso da noi: batteri, virus, funghi, tumori… Il sistema immunitario ha due componenti effettrici principali: quella mediata dagli anticorpi (particolari proteine in grado di attivare il sistema immunitario con un certo agente patogeno) e quella mediata dai linfociti (che sono invece cellule che distruggono il patogeno riconosciuto).

La prima metodica di terapia immunitaria è il trapianto allogenico di midollo, nato negli anni 70, anticorpimono in cui l’intero sistema immunitario di un paziente viene sostituito con quello di un donatore. Il sistema immunitario trapiantato, avendo delle minime differenze con il ricevente, si attiva nel corpo del ricevente riconoscendo le cellule della malattia (leucemia o linfoma, ad esempio) come se fossero un grande germe, attaccando le cellule tumorali in caso di una minima recidiva. Questa metodica tuttavia è poco specifica, poiché è tutto il sistema immunitario che viene trapiantato e attivato, e quindi è correlata a effetti collaterali non trascurabili.

Negli anni ’90 sono stati introdotti gli anticorpi monoclonali, di cui il capostipite è il Rituximab, un anticorpo creato in laboratorio rivolto contro un target cellulare espresso sulle cellule di linfoma. Riconoscendo questa molecola sulle cellule malate, gli anticorpi hanno la capacità di attivare il sistema immunitario contro il tumore; questa attivazione non è sufficiente da sola per sconfiggere il tumore, ma potenzia l’efficacia della chemioterapia.

Negli ultimi 5 anni poi sono stati introdotti gli anticorpi bi-specifici, di cui il primo esempio è il Blinatumumab, un anticorpo che ne unisce due, in questo modo è in grado da una parte di riconoscere la molecola target e dall’altra di riconoscere molecole espresse dai linfociti, così i linfociti vengono portati accanto alle cellule tumorali e possono attivarsi contro di esse. I linfociti distruggono in questo modo le cellule riconosciute come target dagli anticorpi.

Le cellule CAR-T sono l’ultima e più efficace strategia di terapia immunitaria nella lotta ai tumori, unendo nella stessa cellula la funzione di anticorpi e linfociti, ma come questo sia possibile lo vedremo nel nostro prossimo appuntamento.

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