Che cosa é a cosa serve la ricerca biologica nel campo dei tumori del sangue?

La ricerca biologica di base è fondamentale per chiarire i processi tumorali, e quali meccanismi mette in opera la cellula neoplastica per avere un vantaggio di sopravvivenza sulle cellule “normali”. La ricerca biologica genetica e molecolare si occupa di definire le caratteristiche peculiari della cellula tumorale, attraverso  l’individuazione di marcatori che le sono propri e che determinano il suo comportamento e la sua identificazione.

I tumori conseguono alla perdita del normale controllo della crescita cellulare.  Nei tessuti normali c’è un bilanciamento tra il tasso di crescita e quello di morte cellulare. Nei tumori questo bilanciamento si rompe per  il graduale incremento del numero di cellule capaci di moltiplicarsi e quindi di creare una massa tessutale in crescita.  Se il tasso di duplicazione (mitosi) è relativamente rapido e non ci sono segnali “suicidi” che innestino la morte cellulare – o apoptosi, il meccanismo attraverso il quale avviene l’autodistruzione delle cellule – il volume tumorale crescerà rapidamente, se la divisione cellulare sarà più lenta, il tumore si accrescerà più lentamente.
Le alterazioni alla base della trasformazione neoplastica e della sua progressione verso una sempre maggiore malignità passano attraverso l’alterazione di diversi geni: i geni cellulari che controllano la proliferazione, i geni riparatori del DNA che difendono la cellula dagli insulti esterni (ad esempio virus) e dalle alterazioni via via acquisite con l’età, i geni che determinano l’invecchiamento cellulare fino alla morte della cellula stessa.
La scoperta di questi meccanismi di alterazione dei geni  è utile per l’identificazione della cellule tumorali e dei potenziali fattori prognostici per la malattia ematologica in studio (risposta alla terapia, sopravvivenza, indicazioni al trapianto); l’alterazione genica può  inoltre costituire il bersaglio per farmaci biologici “intelligenti” (e non chemioterapici) che vanno a colpire solo queste specifiche alterazioni molecolari, salvaguardando le cellule sane.
Anche nella nostra Divisione l’integrazione sempre maggiore fra la ricerca biologica e l’applicazione clinica permette di utilizzare al meglio la scoperta delle alterazioni geniche, rendendo più puntuale la diagnosi e più efficaci le moderne terapie.

di Anna Maria Nosari
medico specialista ematologo

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