Check Up: necessità o finzione?

Negli ultimi anni sta aumentando il numero di persone in completo benessere che, per scoprire patologie occulte, si sottopongono ad esami diagnostici strumentali e di laboratorio, cioè a quello che comunemente viene chiamato “check up’’. Tuttavia lo strumento rischia di rivelarsi non sempre così utile e adeguato.

La salute è un tema pervasivo ed estremamente mediatico nella nostra società. La crescente proposta di tecniche diagnostiche, laboratoristiche e radiologiche sempre più sofisticate, favorisce la percezione di nuove esigenze che spesso non corrispondono a concrete necessità di prevenzione e cura. Anche per quanto riguarda la qualità delle analisi sorgono perplessità soprattutto se si pensa ai siti di acquisti online che propongono pacchetti di esami ematici e strumentali a basso prezzo, senza alcuna consulenza o supporto medico.
In contro tendenza rispetto allo sviluppo dell’offerta di questi servizi, è l’opinione di alcuni medici danesi che nel 2012 hanno pubblicato uno studio sulla prestigiosa rivista British Medical Journey. I check up, secondo gli esperti, non servirebbero affatto ad allungare la durata della vita media o a migliorare la qualità di vita, ma, al contrario, aumenterebbero il rischio di sbagli diagnostici, oltre a promuovere un utilizzo erroneo delle tecniche diagnostiche. Per la realizzazione di tali indagini è infatti cruciale il quesito diagnostico specifico di partenza, difficilmente individuabile se la persona è sana e quindi non presenta sintomi particolari che permettano di effettuare gli approfondimenti opportuni.
Il nostro suggerimento non è rifiutare in blocco ogni forma di prevenzione, ma di attenersi solo a quegli esami che sono consigliati e su cui sono disponibili dati sicuri di efficacia e sostenibilità. Esami come la mammografia, il sangue occulto fecale e il dosaggio dell’Antigene Specifico Prostatico (PSA) sono esami importanti da eseguire regolarmente; test di laboratorio come marker tumorali, TAC o risonanze magnetiche usate senza criterio possono essere più dannosi che utili.

Emanuele Ravano
medico specializzando ematologo

 

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