Donazione di sangue: atto volontario, gratuito, anonimo e civile

Il sangue è spesso indispensabile in occasioni di gravi traumi e incidenti nel primo soccorso, in numerosi interventi chirurgici, nei trapianti di organi, nelle anemie croniche, nelle malattie oncologiche e in molti altri casi. Ogni anno 100.000 persone continuano a vivere grazie alla possibilità di effettuare trasfusioni di sangue.

La donazione del sangue è un gesto volontario, gratuito, periodico ed anonimo. Per donare il proprio sangue bisogna recarsi presso il Centro Trasfusionale dell’Ospedale della propria città oppure nei centri di raccolta gestiti dalle Associazioni dei Donatori di Sangue. La selezione del donatore viene effettuata dal personale medico del Centro Trasfusionale; il colloquio riservato è coperto dal segreto professionale, può fornire l’opportunità anche per ottenere eventuali chiarimenti. Il Donatore di Sangue è un cittadino di un età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buona salute, che presa coscienza del grave problema trasfusionale, lo affronta nell’unico modo possibile: offrendo spontaneamente e periodicamente il suo sangue, in maniera anonima e gratuita.

La donazione di sangue può essere “occasionale” o “periodica”. Il donatore si definisce “periodico” quando si reca regolarmente per più di due volte presso una struttura trasfusionale per rinnovare l’atto della donazione. L’intervallo minimo tra due donazioni di sangue intero è di 3 mesi per gli uomini e 6 mesi per le donne in periodo fertile. Per la donazione di plasma invece l’intervallo è di soli 14 giorni perché si rigenera più rapidamente.

Per la donazione vengono  valutati alcuni parametri quali peso, emoglobina, pressione arteriosa, e frequenza cardiaca; se il donatore viene ritenuto idoneo, viene invitato a distendersi sul lettino, dove inizia il prelievo di circa 450 ml di sangue. Tale manovra dura in media 10-15 minuti. 
Tutto il materiale utilizzato per la donazione è sigillato e monouso. Terminato il prelievo, il donatore resta sdraiato per un breve periodo di tempo, e successivamente gli viene offerto un piccolo ristoro. Dopo qualche ora dalla donazione il nostro organismo riesce già a rimpiazzare in modo fisiologico e naturale il plasma, ed in pochi giorni si ricostituiscono globuli bianchi e piastrine. Occorrono invece tre o quattro settimane per i globuli rossi.

Donare sangue periodicamente garantisce ai donatori potenziali, un controllo costante dello stato di salute, attraverso visite sanitarie e accurati esami di laboratorio. Infatti, ad ogni donazione vengono eseguite le seguenti analisi: gruppo sanguigno, emocromo, ALT, test per l’epatite B, C, per l’AIDS e per la sifilide. Il risultato delle analisi è a disposizione, gratuitamente, del donatore. Dalla seconda donazione il donatore diventa “periodico” e oltre agli esami sopra indicati, vengono eseguiti i seguenti esami: creatininemia, glicemia, proteinemia, colesterolemia, trigliceride, ferritinemia, sideremia.

Dunque, diventando donatori si ha  la possibilità di conoscere il nostro organismo e di vivere con maggiore tranquillità, sapendo che una buona diagnosi precoce eviterà l’aggravarsi di disturbi latenti.

Secondo la Legge 219 del 21 ottobre 2005, art. 8, il lavoratore dipendente che si reca a donare il sangue ha diritto all’astensione dal lavoro per la giornata in cui effettua la donazione; tale giornata viene però regolarmente retribuita. Per questo beneficio egli dovrà esibire al proprio datore di lavoro un certificato rilasciato dal centro trasfusionale in cui è avvenuta la donazione.
Questo vuol dire che non solo si salva una vita con la donazione di sangue, ma si tutela anche la propria salute.

di Periana Minga
medico specialista ematologo

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