Hey tu! Hai midollo? Donazione di cellule staminali emopoietiche

E’ possibile per chiunque compiere un atto eroico: contribuire a salvare la vita di una persona o perlomeno dare una speranza di guarigione da una grave malattia compiendo un gesto che pur comportando alcuni sacrifici non mette in pericolo la propria salute? La risposta è sì, grazie alla donazione di cellule staminali emopoietiche.

Il trapianto di cellule staminali (c.s.) è una procedura che può rappresentare l’unica chance di guarigione in alcune malattie del sangue (in particolare leucemie) e presuppone la disponibilità di un donatore compatibile.
Le c.s. del sangue risiedono nel midollo osseo (da non confondersi con il midollo spinale), la parte interna e soffice dell’osso, sono le cellule “neonate” del sangue e durante tutta la vita maturano dando origine a globuli rossi, bianchi e piastrine. Si moltiplicano in modo indefinito, assicurando la produzione di sangue per tutta la vita.
La donazione può essere espletata in due modi. Quello tradizionale, oggi un po’ in disuso, è il prelievo di sangue midollare dalle creste iliache: consiste nell’aspirare mediante siringhe un certo quantitativo di midollo dalla spine iliache posteriori, situate nel bacino ai lati dell’osso sacro. Tale procedura, eseguita in anestesia generale, non comporta rischi particolari né danni al donatore. Può rimanere un indolenzimento per alcuni giorni.
Il sistema attualmente più utilizzato è però un altro: il prelievo di c.s. dal sangue tramite “aferesi”. Con questo metodo, più efficiente e meno invasivo, le cellule vengono “pescate” dal sangue grazie a una macchina che preleva il sangue da una vena del donatore, lo processa e lo restituisce infine al donatore stesso, dopo avere prelevato le sole c.s. La procedura dura circa 4 ore, non è dolorosa (esclusa la puntura con gli aghi), né rischiosa. L’aferesi non richiede anestesia, ma prevede la  somministrazione sottocutanea di un “fattore di crescita”, che stimola il midollo a riversare una parte delle sue c.s. nel torrente sanguigno.
Ogni persona in buona salute, di età compresa tra 18 e 40 anni può diventare candidato donatore, presentandosi al SIMT dell’Ospedale Niguarda (pad. 3, I piano), dal lunedì al venerdì, dalle 8.00 alle 12.00. Qui viene eseguita una visita e un prelievo di sangue per la “tipizzazione” genetica. I dati vengono inseriti in un database da cui si può attingere da tutto il mondo. Data l’estrema variabilità genetica degli esseri umani, maggiore è il numero di donatori iscritti, maggiori sono le speranze di trovare un donatore compatibile per ogni malato che abbia bisogno di un trapianto.

di Giambattista Bertani
medico specialista ematologo
 
L’immagine in evidenza nell’articolo e lo slogan iniziale sono ripresi dalla campagna di ADMO “EHI TU! Hai midollo?”
www.ehituhaimidollo.org

 

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