L’emostasi: un delicato e affascinante equilibrio

L’emostasi è un delicato, complesso e affascinante meccanismo omeostatico che permette di mantenere la fluidità del sangue e che prontamente interviene in difesa dell’organismo per bloccare le perdite ematiche e per riparare le lesioni dell’albero vascolare.

Il sangue è un tessuto biologico liquido che svolge numerose funzioni nel nostro organismo: porta ossigeno e nutrienti alle cellule, allontana anidride carbonica e i prodotti di rifiuto, aiuta a mantenere il calore corporeo. Il sangue contiene anche numerose cellule e sostanze che intervengono in caso di danno ai vasi per limitare e bloccare le perdite ematiche: infatti, le piastrine e le cellule che rivestono i vasi, insieme a una serie di proteine che si attivano in sequenza (fattori della coagulazione) lavorano in sinergia per arrivare alla costruzione del tappo emostatico (coagulo), contenente una proteina insolubile, la fibrina. Questo processo è tenuto sotto controllo da altre proteine del sangue (inibitori fisiologici della coagulazione) che fanno sì che la formazione del coagulo avvenga solo dove è necessario. Ci sono condizioni, congenite o acquisite, in cui l’organismo non riesce a mantenere questo delicato equilibrio: infatti, si possono avere fenomeni emorragici quando l’emostasi non è efficiente, oppure, quando il coagulo viene prodotto in una sede non idonea, si può avere una trombosi, che può essere venosa oppure arteriosa. Esistono dei test di laboratorio che permettono di evidenziare la presenza di difetti dell’emostasi per poi instaurare terapie adeguate. Inoltre, esiste un’intensa attività di ricerca che studia e cerca di capire come funzionano e interagiscono le varie componenti del sangue e dei vasi coinvolte nell’emostasi. Nelle prossime puntate conosceremo più da vicino alcuni di questi affascinanti “attori emostatici”.

di Anna Rosa Corno
biologo

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