Nuovo studio REL: quando la leucemia si associa al tumore

La leucemia può raramente abbandonare il sangue e manifestarsi a livello di altri organi del corpo. Uno studio collaborativo delle Rete Ematologica Lombarda vuole gettare luce sulle cause alla base di tale comportamento.
La leucemia è, come è noto, un tumore “del sangue”, nel senso che le cellule della malattia circolano liberamente all’interno dei vasi sanguigni della persona affetta. Pochi sanno tuttavia che, raramente, questa malattia può localizzarsi a livello degli organi interni, comportandosi come i cosiddetti tumori “solidi”. In tal caso la malattia prende il nome di “leucemia extramidollare”, che si manifesta cioè all’esterno del midollo osseo o dei vasi del sangue. I principali bersagli per queste rare manifestazioni della leucemia sono la cute, il sistema nervoso e l’apparato gastrointestinale, mentre meno di frequente possono venire colpiti polmoni, fegato, milza o gli altri organi.
I meccanismi alla base di queste singolari manifestazioni della malattia non sono ancora ben noti, anche se alcune specifiche anomalie del materiale genetico sono state associate a un aumentato rischio di coinvolgimento extramidollare. In particolare, le leucemie che presentano anomalie del cromosoma 16 e dei cromosomi 8 e 21 possono associarsi al cosiddetto “sarcoma mieloide”, una vera e propria “massa” di malattia, a volte anche del diametro di alcune decine di centimetri.
Per poter studiare le cause di queste manifestazioni “solide” di una malattia del sangue, è stata proposta una collaborazione tra i diversi Centri di Ematologia facenti parte della Rete Ematologica Lombarda. Infatti, mentre un singolo ospedale difficilmente riuscirebbe ad ottenere una quantità sufficiente di informazioni data l’estrema rarità di queste forme extramidollari, l’insieme di tutti i casi riscontrati sull’intero territorio regionale potrebbe aiutare a svelare i meccanismi responsabili di questa malattia.
Attualmente hanno prontamente risposto alla chiamata alle armi, oltre al centro proponente di Niguarda, anche il Policlinico di Milano, l’Ospedale San Raffaele, il Policlinico San Matteo di Pavia, l’Ospedale Valduce di Como e gli Spedali Civili di Brescia. Numerosi campioni biologici sono già arrivati e sono già in corso le analisi presso i nostri laboratori di ricerca. Come si suol dire: l’unione fa la forza!

di Mauro Turrini
medico specialista ematologo

Copyright © 2016 Associazione Malattie del Sangue Onlus.