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Progetto “Malato o Persona?” – GRAZIE!

Grazie alla mobilitazione dei sostenitori Ams da quest’anno il servizio di psicologia dedicato ai pazienti del reparto di Alta Intensità Ematologica di Niguarda sarà potenziato. Il servizio, svolto fino ad ora con la presenza settimanale di una psicoterapeuta, si avvarrà d’ora in poi di due figure: la Dr Colombo e una giovane tirocinante. Questo permettetterà a sempre più pazienti di beneficiare di un approccio integrato nell’ottica ormai sedimentata del centered patient, ove il paziente e i suoi bisogni sono al centro dell’attenzione nell’ottica di offrire non solo la “cura” ma “il prendersi cura”.

L’altra faccia della medaglia dei percorsi di cura “del corpo” consiste nel considerare la persona nella sua globalità, con il suo vissuto emotivo e le reazioni psicologiche: medici e infermieri cercano di contemplare e integrare questi aspetti ma spesso non possono farsene carico a causa di limitazioni di vario tipo (tempo a disposizione, ruolo e distacco da mantere, competenze non acquisite…).

Il nostro servizio è rivolto ai pazienti con diagnosi ematoncologiche con lunga degenza, come le leucemie acute e altre patologie. La Dr Colombo accompagna i pazienti in tutto il percorso di ricovero, affiancandoli nel confronto con la diagnosi, nella comprensione ed elaborazione dell’impatto della lungo-degenza e dello stravolgimento del proprio quotidiano, nell’elaborazione dei vissuti in caso di ipotesi di trapianto e nello stesso percorso del trapianto. Di fondamentale importanza è il suo lavoro di coordinamento dell’equipe medico-infermieristica per facilitare la comunicazione, rafforzare il sostegno, l’empatia e fiducia nel rapporto tra il paziente e tutte le figure che se ne prendono cura.

L’impegno e la continuità nel sostegno psico-emotivo dei pazienti oncoematologici, ci ha permesso di fare molto, tuttavia l’esperienza, e i pazienti stessi, ci hanno insegnato che potremmo fare molto di più. Grazie al vostro aiuto sarà possibile aprire il servizio verso diagnosi emotoncologiche che non avevano in precedenza possibilità di usufruire di questo servizio se non eccezionalmente; inoltre sarà possibile sostenere il paziente nel lavoro di adattamento che non si conclude con la degenza ma si protrae soprattutto nei primi mesi dopo il termine dei trattamenti o dopo la dimissione dal trapianto.

 

 

a cura di Ams Onlus

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