PREVENZIONE DELLE INFEZIONI: RACCOMANDAZIONI PRATICHE NEI DIVERSI CONTESTI DI VITA

Nelle persone con malattie oncoematologiche il rischio infettivo può aumentare per diversi motivi: la malattia stessa, la neutropenia, alcune terapie che riducono o alterano l’efficacia dei globuli bianchi, il coinvolgimento dei linfociti e il possibile danno delle barriere cutanee e mucose. Per questo la prevenzione quotidiana delle infezioni non è un dettaglio, ma una parte concreta della cura.1
Le infezioni possono compromettere la salute e anche il regolare svolgimento delle terapie. Seguire a casa alcune semplici misure aiuta a ridurre il rischio e a proseguire i trattamenti nelle modalità pianificate; resta comunque essenziale fare sempre riferimento al team curante per adattare queste indicazioni alla propria situazione clinica.2
Le mani: la prima barriera di prevenzione
L’igiene delle mani è una delle pratiche più importanti, perché le mani sono un veicolo frequente di trasmissione dei microrganismi tra persona e ambiente.2
È bene lavarle spesso, soprattutto prima e dopo aver cucinato, prima di mangiare, dopo aver usato il bagno, dopo aver tossito o starnutito, dopo aver toccato rifiuti o animali domestici, e prima e dopo la medicazione di ferite o la gestione di cateteri venosi.2
Se le mani sono visibilmente sporche, l’igiene va eseguita con acqua e sapone: bisogna frizionare palmi, dorsi, dita, unghie e polsi per almeno 20 secondi, sciacquare bene e asciugare completamente le mani. Se acqua e sapone non sono disponibili, si può usare una soluzione alcolica e frizionare le mani per 20–30 secondi fino a completa asciugatura.2
Può essere utile anche tenere le unghie corte, evitare unghie artificiali e limitare l’uso di anelli, che possono rendere meno efficace l’igiene delle mani.2
Aria condizionata: attenzione agli sbalzi termici
Anche la gestione dell’aria condizionata negli ambienti chiusi merita attenzione. Passare da un ambiente molto caldo a uno fortemente climatizzato espone a sbalzi termici che possono irritare le mucose delle vie respiratorie e favorire processi infiammatori, un rischio che cresce quando la differenza di temperatura tra interno ed esterno supera i 5 °C.3
È quindi consigliabile evitare sbalzi termici eccessivi, mantenendo la differenza di temperatura tra interno ed esterno indicativamente entro i 5 °C, e prediligere la funzione di deumidificazione rispetto al semplice raffreddamento. Anche curare l’idratazione aiuta a contrastare la secchezza delle mucose respiratorie legata al caldo intenso e agli sbalzi termici.3
Sul piano domestico, mantenere la casa pulita contribuisce a limitare il rischio di infezioni: è utile pulire con cura i piani di lavoro della cucina, il frigorifero, le maniglie, i telefoni e le superfici del bagno.2
Mezzi pubblici e spazi condivisi
Fuori casa è prudente evitare i luoghi troppo affollati e, quando possibile, limitare il contatto con persone che presentano sintomi respiratori come influenza, raffreddore o tosse.2
Se è necessario frequentare autobus, treni o altri ambienti affollati, le indicazioni disponibili suggeriscono di indossare una mascherina facciale monouso e di igienizzare le mani all’uscita o dopo il contatto con superfici condivise.2
Nelle sale d’attesa, soprattutto nel periodo di nadir o di neutropenia, può essere opportuno segnalare la propria condizione al personale e attendere, se possibile, in un’area separata oppure con mascherina.2
Ospiti a casa: come gestire le visite in modo prudente
Ricevere visite non è vietato, ma è ragionevole adottare alcune precauzioni. La prima è evitare il contatto stretto con persone che hanno sintomi di infezione respiratoria2 (anche il semplice raffreddore).
Se invece è il paziente ad avere tosse, starnuti o febbre, le fonti raccomandano di utilizzare una stanza singola, mantenere almeno un metro di distanza dalle altre persone, limitare il numero di visitatori e indossare una mascherina chirurgica in presenza di altri.2
Ai primi sintomi: non aspettare
I segni di possibile infezione da non sottovalutare comprendono febbre, brividi, sudorazione, confusione mentale, tosse recente o peggiorata, mancanza di respiro, mal di gola, dolore alla bocca, naso chiuso, bruciore urinario, aumento della frequenza della minzione, arrossamento o gonfiore di ferite e cateteri, diarrea, vomito, dolore addominale o dolore di nuova insorgenza.2
Durante la chemioterapia o nei periodi di neutropenia può essere utile controllare la temperatura ogni sera e ogni volta che ci si sente caldi, arrossati, infreddoliti o semplicemente non bene.2,4
Se si sviluppano sintomi respiratori, è opportuno usare fazzoletti monouso, eseguire subito l’igiene delle mani, usare un contenitore dei rifiuti separato e sanificare l’ambiente con soluzioni disinfettanti.2
Quando contattare il medico
La presenza di segni o sintomi di infezione richiede di contattare il medico di riferimento; in particolare, se la temperatura corporea è pari o superiore a 38 °C meglio non aspettare per fissare una visita di controllo.2,4
In tal senso, è utile tenere sempre con sé i numeri di telefono del medico di medicina generale, dell’ematologo/oncologo di riferimento e dei contatti per le ore serali o festive. Se ci si reca in pronto soccorso, va segnalata subito la propria malattia e la terapia in corso, portando con sé la documentazione clinica recente.2
Fonti
- Trattamento e gestione delle infezioni in ematologia. Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e Mieloma (AIL).
- Come prevenire le infezioni a casa. Guida per i pazienti. Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, Edizione 2016.
- Aria condizionata, cambiamenti climatici e salute umana. Fondazione AIRC, ultimo aggiornamento 1 febbraio 2025.
- Information for Patients Who Are Getting Chemotherapy. Preventing Infections in Cancer Patients. CDC, National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion (NCCDPHP).




